SPAZI CONFINATI: quale dispositivo retrattile scegliere?

29 gennaio 2021
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Come già descritto nel precedente articolo, raggiungibile a questo link(https://www.lineevita.it/spazi-confinati-cosa-sono-in-quali-pericoli-incorriamo/), gli spazi confinati sono quelle zone in cui il recupero di un operatore in seguito ad un incidente o un malore risulta difficoltoso.

Per agevolare queste operazioni, oltre che ad un dispositivo di ancoraggio adeguato, vanno previsti anche i corretti sistemi di collegamento e recupero.

Questi dispositivi di protezione individuale (DPI) rispondono a due normative principali: la EN360:2003 riguardante i “Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto – Dispositivi anticaduta di tipo retrattile” e la EN1496:2007 dei “Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute – Dispositivi di sollevamento per salvataggio”. I prodotti presenti sul mercato possono rispondere ad una, all’altra o ad entrambe le normative. Ma quale scegliere? La discriminante per la scelta sta nella modalità di accesso allo spazio confinato:

  • Accesso mediante piano stabile: è il caso di accessi frontali o con scale a pioli. In questo caso l’operatore è SPAZI-CONFINATI-quale-dispositivo-retrattile-scegliere-Lineevita autonomo nel raggiungimento della zona di manutenzione pertanto è opportuno prevedere il dispositivo retrattile con funzione di recupero di emergenza (EN360+EN1496). Infatti questi dispositivi garantiscono piena autonomia all’operatore durante le fasi di lavoro e garantiscono un recupero immediato mediante l’azionamento della leva integrata al dispositivo. È però importante segnalare che la funzione di recupero è progettata solo per casi di emergenza e non per usi continui e frequenti. Per questo motivo questo dispositivo non è adatto alla calata sospesa dell’operatore.

 

  • Accesso in sospensione: in questo caso l’operatore, per raggiungere la zona di manutenzione, deve essere calato SPAZI-CONFINATI-quale-dispositivo-retrattile-scegliere-Lineevita-2all’interno dello spazio confinato. Come detto sopra il dispositivo precedente non è adatto al sollevamento e alla calata dell’operatore al di fuori di situazioni di emergenza. Pertanto il retrattile con funzione di recupero va integrato con un verricello che risponde alla sola EN1496. In questo modo l’operato può essere calato mediante il verricello e, una volta raggiunto il piano stabile all’interno dello spazio confinato, scollegarsi mantenendosi ancorato al solo dispositivo retrattile. In caso di emergenza o malore potrà poi essere recuperato con la funzione di recupero integrata nel retrattile. Per la normale risalita alla fine della lavorazione invece si ricollegherà al verricello e a questo punto verrà recuperato con questo dispositivo.

 

In casi eccezionali risulta possibile utilizzare solo il verricello (EN1496) ma questo è fortemente sconsigliato in quanto, se l’operatore si muove su di un piano stabile, è difficile mantenere il cavo in acciaio teso durante gli spostamenti dell’operatore. Risulta quindi che, durante le fasi di salita e discesa, il cavo possa torcere, accavallarsi o schiacciarsi danneggiando il dispositivo.


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