Lavoro in quota: le cadute dall’alto, sempre in allerta

24 settembre 2021
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Stando ad un’analisi condotta dall’Inail, si è verificata una diminuzione, nel periodo 2005-2014 degli incidenti mortali causati dalle cadute dall’alto.

 

Nonostante questo miglioramento però, ancora oggi, i cantieri sono teatro di numerose morti. Il settore di attività maggiormente colpito è quello delle costruzioni, con un’incidenza superiore al 65% sugli eventi accaduti e con una percentuale di incidenti di caduta dall’alto pari al 52,4.

 

Ricordiamo che cosa si intende per lavoro in quota. 

 

L’ analisi dei dati dell’ Infor.MO conferma che la problematica legata ai lavori in quota, ossia da un’altezza superiore a due metri rispetto ad un piano stabile è un argomento, purtroppo, ancora d’attualità. 

 

Il Sistema di Sorveglianza ha infatti registrato che i decessi per cadute dall’alto rappresentano circa un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro e che nel 30% circa dei casi, la caduta è avvenuta da tetti o coperture in genere. Ma non finisce qui! Il 28.6 % delle cadute è causato dal mancato utilizzo del DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) che non viene consegnato al lavoratore dalla sua stessa azienda. E un buon 20% invece non è al sicuro a causa dell’ assenza di punti di ancoraggio delle linee vita, di parapetti e di protezioni in quota. 

 

Prevenire è meglio che curare.

 

Ogni azienda, che espone i propri dipendenti a un rischio di caduta dall’alto, al dovere di mettere tutti gli operatori in sicurezza, partendo dalla scelta di attrezzature da lavoro idonee e adeguate per creare condizioni di lavoro sicure, indipendentemente dalla modalità specifica dell’incidente. 

 

Per prevenire e ridurre queste spiacevoli situazioni bisogna ricorrere all’utilizzo di DPC (Dispositivi di Protezione Collettiva) come le reti anticaduta, disposte al di sotto della copertura. Nel caso in cui non sia possibile utilizzare questi sistemi si passa ai DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) anticaduta che possono essere:

  • Imbracatura del corpo;
  • connettore:
  • cordino;
  • dispositivi retrattili;
  • guide o linee vita flessibili;
  • guide o linee vita rigide;
  • dispositivo di ancoraggio

 

Quest’ultimi devono però rispettare i requisiti descritti all’interno dell’art.76 del Decreto Legislativo 81/2008, che racchiude in sé tutte le norme inerenti alla sicurezza sul posto di lavoro.  

 

Attenzione alle conseguenze!

 

Immagina di essere un dipendente di un’impresa edile e che ti venga richiesto di salire su un tetto senza nessun tipo di protezione. Durante il lavoro cadi e ti ferisci gravemente. Secondo la legge che regola la sicurezza dei lavoratori, tu o la persona coinvolta nell’incidente avete tutto il diritto di sporgere denuncia per il reato di lesioni personali e ad essere risarciti dei danni. 

 

La stessa impresa è responsabile di non aver adottato le necessarie cautele antinfortunistiche e ciò costituisce reato. Infatti la società stessa può essere considerata “colpevole” pur non essendo una persona fisica. 

 

Per non parlare del datore di lavoro. Egli infatti ha l’obbligo, sancito dall’ Art. 2087 del Cod. civ., di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei suoi dipendenti. Se tutto questo viene a mancare, scatterà in automatico il reato. 

 

Sul datore ricadrà una responsabilità penale molto severa al punto di essere accusato di omicidio colposo se il lavoratore muore, anche a distanza di tempo, in conseguenza dell’infortunio o della malattia o quello di lesioni colpose se egli riporterà un’invalidità, transitoria o permanente, nel corpo o nella psiche.

 

Mettiamo tutti in sicurezza.

 

È una costante missione per noi di Spider linee vita sensibilizzare imprese e aziende su questo argomento perché non bisogna mai sottovalutare la sicurezza e la salute dei propri lavoratori. 

 

Siamo sempre a completa disposizione per chiunque abbia bisogno di noi!

Se quello che cerchi è una consulenza o dei corsi di formazione e aggiornamento non esitare a contattarci al numero 0363 938 882 o scrivici alla mail progettazione@lineevita.it


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