Dall’Inail un video tutorial per la prevenzione delle cadute dall’alto

25 novembre 2022

Roma 17.10.2022 – Dal “sistema di arresto” al “sistema di trattenuta” , gli argomenti trattati dall’ Inail in un video tutorial rivolto ai lavoratori e alle aziende. Circa la 10 % delle morti in occasione di lavoro sono causate da cadute dall’alto mentre oltre il 4 % totale delle denunce di infortunio, questo quanto emerso dall’analisi relativa al campione di dati del 2017-2021 e non solo.

Le attività più colpite sono quelle delle costruzioni, del manifatturiero e del trasporto e magazzinaggio seguite poi dal commercio, servizi di supporto alle imprese e dalla sanità.

Le parti più coinvolte sono caviglia, colonna vertebrale, ginocchio, parete e cingolo toracico.

“Uno strumento utile per l’informazione e la formazione dei lavoratori. Grazie alla tecnica di animazione 3D, nella prima parte del video tutorial sono riprodotte alcune situazioni di lavoro in quota, eseguito cioè a più di due metri di altezza rispetto a un piano stabile, elaborate tenendo conto di leggi, circolari, linee guida e norme tecniche specifiche. L’obiettivo è di illustrare le regole che è fondamentale rispettare ai fini della sicurezza, mettendo a disposizione uno strumento utile per l’informazione e la formazione dei lavoratori. Per ciascuno degli scenari proposti sono elencati e descritti i componenti del sistema di protezione individuale dalle cadute più idoneo, che va utilizzato nei casi in cui, a seguito della valutazione dei rischi, le caratteristiche intrinseche dei luoghi di lavoro, le procedure di lavoro dell’azienda che effettua l’attività e l’adozione di dispositivi di protezione collettiva non permettono di ridurre a livello accettabile i rischi specifici.”

Imbracatura

Le imbracature sono DPI di terza categoria di grande importanza in numerosi lavori in quota. Il dispositivo costituisce il punto di partenza per la sicurezza in quota: infatti l’imbracatura è il DPI dedicato all’arresto dell’operatore in caso di caduta accidentale.

Secondo l’aspetto normativo, le imbracature ricadono sotto tre norme tecniche europee: EN 361 per le imbracature progettate per assorbire le forze di una caduta, EN 358 per il posizionamento sul lavoro e la EN 813 per le cinture con cosciale. Tali norme definiscono i criteri di ergonomia e resistenza minimi. La distinzione tra le imbracature avviene poi principalmente per il numero e la posizione dei punti di attacco:

 

  • 2 punti: queste imbracature sono le più comuni per i lavori in quota in quanto risultano essere le più leggere e posseggono due punti di attacco, uno dorsale e l’altro sternale;
  • 4 punti: ai due precedenti se ne aggiungono due laterali progettati per il posizionamento sul lavoro (e NON per assorbire le forze di una caduta). Tali imbracature sono conformi alla EN 361 ed ad una o entrambe le norme EN 358 e EN 813;
  • 5 punti: a quelli sopra descritti se ne aggiunge un quinto, frontale a livello della vita, per l’accesso e le lavorazioni su fune.
  • A queste imbracature si aggiungono poi quelle progettate per essere utilizzate in spazi confinati che, oltre ad avere i punti di attacco standard, presentano delle cinghie sulle spalle per agevolare le operazioni di soccorso.
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Cordino

Tali dispositivi rispondo alla norma tecnica EN 354 ed EN 355 per la parte dell’assorbitore. Per normativa non possono essere più lunghi di 2 metri e sono progettati per arrestare un eventuale caduta. Ne esistono di diverse varianti: come quelli regolabili o di  lunghezza ridotta, elastici, doppi e ad Y. Quando utilizzato in arresto caduta questo dispositivo si allunga notevolmente per poter dissipare l’energia pertanto è indispensabile valutare lo spazio libero di caduta  quando utilizzato;

Dispositivo regolabile di tipo guidato. In accordo alla EN 353-2 questo dispositivo va utilizzato esclusivamente in trattenuta in quanto non è in grado di dissipare l’energia di un’eventuale caduta con conseguenze anche mortali per l’operatore. Tuttavia, alcuni produttori, integrano tale dispositivo con un sistema di dissipazione di energia in modo da poter essere utilizzato anche in arresto caduta. Come suggerisce il nome, questo dispositivo è regolabile e costituito da una corda di varia lunghezza (fino a 20 metri nella configurazione standard) e da un cursore che, se non azionato, rimane bloccato nella posizione imposta dal lavoratore.

Cordino di posizionamento e trattenuta. Anche questi dispositivi non sono certificati per arrestare le cadute dall’alto, in nessuna variante, e vengono utilizzati per il posizionamento sul lavoro ovvero in tutte quelle situazione in cui l’operatore debba mantenersi in una posizione stabile con entrambe le mani libere (es. su di una PLE, un traliccio o su di un piano a caduta impedita). La produzione di questi è vincolata dalla norma EN 358 ed hanno varie conformazioni, dai più semplici con fibbia fino a quelli con un cursore autobloccante regolabile.

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Retrattile

chiamati anche sistemi di arresto caduta con dispositivi retrattili, sono DPI anticaduta pensati e utilizzati per fermare la caduta, non di impedirla. Sono costituiti da 3 parti principali:

  • Gancio (o moschettone)
  • Fune in acciaio di diverse dimensioni
  • Golfare girevole per l’ancoraggio

 

I dispositivi di protezione anticaduta Spider sono pensati per garantire i massimi standard di comodità e libertà di movimento degli operatori.

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Fonte: INAIL – https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-video-tutorial-cantieri-sicuri-protezione-cadute-2022.html

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