SPAZI CONFINATI : DAI RISCHI ALLE SOLUZIONI PER OPERARE IN COMPLETA SICUREZZA

23 ottobre 2020
SPAZI CONFINATI : DAI RISCHI ALLE SOLUZIONI PER OPERARE IN COMPLETA SICUREZZA
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Ogni organizzazione interpreta quanto previsto dal D.P.R. 177/2011 secondo valutazioni più o meno restrittive. Non solo una mancanza di formazione e consapevolezza dei pericoli, ma anche una inadeguata progettazione e organizzazione degli interventi di soccorso hanno portato ai tanti infortuni mortali dei quali molti letti sui quotidiani.

Lo spazio confinato purtroppo è un ambiente dove si manifestano condizioni di rischio molto elevate, tra cui una probabile esplosione così come la presenza di sostanze tossiche che porterebbe a una morte per asfissia dell’operatore. Ma come riduciamo questi rischi al minimo per permettere agli operatori di svolgere le loro attività in sicurezza? Consideriamo che uno spazio confinato ideale per l’operatore dovrebbe avere una quantità di ossigeno pari al 20,9 %. Come facciamo a misurarla?

Facciamo un passo indietro.

Per capire la corretta ossigenazione dell’aria, un operatore quando accede ad ambienti classificati a rischio deve essere dotato di un dispositivo per la misurazione dei gas. In commercio ne esistono vari tipi , dal rilevatore monogas al rilevatore che monitora fino a quattro tipi di gas diversi. Questi rilevatori monitorano la percentuale dell’ossigeno e segnalano acusticamente se la percentuale diminuisce o aumenta. In entrambi i casi è pericoloso : in caso di bassa percentuale di ossigeno la respirazione inizia a diventare difficoltosa mentre in caso di sovraccarico di ossigeno nell’aria l’ambiente potrebbe diventare altamente esplosivo. Gli strumenti che possono aiutare l’operatore a sopperire a queste situazioni di rischio sono i respiratori.

Ne esistono di vario tipo adatti a circostanze diverse. Qualora non fossero presenti sostanze tossiche , è consigliato utilizzare degli autorespiratori di emergenza conformi alla UNI EN 137:2007 .Tali dispositivi , perfettamente trasportabili, sono dotati di una bombola di ossigeno da circa tre litri collegata ad una maschera. In caso di pericolo immediato , l’operatore deve indossarla seguendo le procedure di fuga in totale sicurezza : questo perché la durata dell’ossigenazione è limitata. Negli spazi confinati dove vi può essere una presenza di sostanze tossiche (es. pulizia silos sostanze chimiche) esistono dei respiratori dotati di maschera che forniscono agli operatori aria pulita per poter lavorare in sicurezza. E’ consigliato in ambienti dove l’ossigenazione è sotto il 17%.Un altro esempio di respiratore è quello non autonomo ad adduzione d’aria compressa : trattasi di un apparecchio di protezione delle vie respiratorie isolante e ad adduzione d’aria compressa atta a fornire aria respirabile durante le attività  in ambienti dove non sia garantita la qualità dell’aria respirabile. Questi dispositivi sono ideali per gli spazi confinati e sono perfettamente trasportabili fino all’ingresso dell’ambiente pericoloso. Le due bombole di ossigeno da 18 litri collegate alla maschera dell’operatore permettono la lavorazione e la respirabilità per circa tre ore e mezza. Ovviamente in base alla lavorazione e alle tempistiche di durata , può essere utilizzata una bombola con portata superiore di ossigeno .  Questo dispositivo è conforme alla norma EN 14593-1.

Fonte: Manuale illustrato per lavori
in ambienti sospetti di inquinamento
o confinati ai sensi dell’art. 3,
comma 3, del DPR 177/2011

 Condizioni di rischio che possono esistere precedentemente all’inizio delle attività o durante l’esecuzione dei lavori
– saldatura/taglio/brasatura – uso di particolari sostanze (colle, solventi, vernici, prodotti per la pulizia, ecc.) – uso di attrezzature di lavoro (ad es. che producono inneschi) – perdite da tubazioni presenti negli stessi ambienti o negli spazi limitrofi
Situazioni di rischio associate a sostanze asfissianti:
– non adeguata rimozione di azoto (N2) o di altro agente a seguito di attività di bonifica o inertizzazione – fermentazione e decomposizione di sostanze organiche con produzione di anidride carbonica (CO2), metano (CH4), idrogeno solforato (H2S) se presenti composti solforati – reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica – reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica
– reazioni tra acqua del terreno, gesso e calcare, con produzione di anidride carbonica – processi di combustione – reazioni di ossidazione all’interno di serbatoi di acciaio e recipienti (formazione di ruggine) – reazioni tra rifiuti e ossigeno atmosferico
– reazioni di sostanze contenute all’interno di stive di navi, autobotti, cisterne, e simili, con l’ossigeno – dispersione di agenti estinguenti o refrigeranti come l’anidride carbonica, azoto o agenti alogenati (halon, freon, argon) in ambienti non aerati – ambienti o recipienti in aziende vitivinicole – reazioni di ossidazione da parte di alcuni tipi di materiali (residui, incrostazioni, rifiuti, terreni)
Sintomi più facilmente distinguibili da gas asfissianti inodore
– vertigini e progressiva perdita dell’equilibrio – sensazione di pesantezza nella parte frontale della testa – difficoltà di parola, fino all’impossibilità di emettere suoni – riduzione della capacita di effettuare sforzi fisici e di coordinare i movimenti
– diminuzione della coscienza e di talune caratteristiche sensitive, particolarmente il tatto
Dispositivi di protezione individuale che il personale deve disporre 
– maschere con filtro o respiratori isolanti – elmetto per la protezione della testa da caduta di materiale dall’alto o dall’urto con oggetti – imbragatura di sicurezza – guanti di protezione
– protezione degli occhi se si è esposti a sostanze pericolose, proiezione di schegge, ecc. – calzature di sicurezza – indumenti di protezione
Operazioni preliminari per individuare il DPI-respiratore più idoneo
– identificare gli agenti chimici contaminanti eventualmente presenti, il loro stato fisico (polveri, fibre, nebbie, fumi, vapori, gas) e la concentrazione – stabilire la concentrazione  di ossigeno (O2)

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