SPAZI CONFINATI…COSA SONO? IN QUALI PERICOLI INCORRIAMO?

25 settembre 2020
SPAZI CONFINATI…COSA SONO? IN QUALI PERICOLI INCORRIAMO?

Quando parliamo di spazi confinati parliamo di ambienti di lavoro, ASSOLUTAMENTE da non sottovalutare, in cui il pericolo di morte o di infortunio grave è molto elevato, a causa della presenza di sostanze o condizioni di pericolo.

Ma cerchiamo di capire cosa sono. In molti diranno, facendo una semplice associazione di idee, che lo spazio confinato è idealmente uno spazio chiuso, delimitato etc. Beh… vi sorprenderà ma non è proprio così. E se vi dicessi che una galleria può essere considerata sia uno spazio confinato che aperto?…Siete confusi? Niente paura è normale soprattutto se si ha poca esperienza in materia. In sintesi uno spazio confinato è quell’ambiente che presenta aperture d’ingresso e uscita limitate, abbastanza grande da entrarci, almeno parzialmente (per attività di manutenzione,o altro), non progettato per una presenza umana continua, con un’inadeguata ventilazione naturale, o dove vi è una presenza di gas o liquido altamente/mortalmente tossico.

Esempi pratici? Eccoveli: serbatoi, silos, recipienti adibiti a reattori, sistemi di drenaggio chiusi, reti fognarie. Quelli un po’ più difficili da individuare :cisterne aperte, vasche, camere di combustione all’interno di forni, tubazioni, ambienti con ventilazione insufficiente o assente(gallerie).

Adesso avrete le idee un po’ più chiare. Ma non finisce qui. Nonostante il riconoscimento dell’ambiente in cui si deve operare e di conseguenza il nostro stato di allerta attivato, non basta per poterci mettere all’opera. 

Perché? 

Una nave a Porto Marghera, a causa dell’alta concentrazione di CO2 morirono di asfissia due operai addetti ai lavori di pulizia della cisterna. Nello stesso anno a Molfetta (BA) cinque persone persero la vita per le esalazioni di zolfo liberatesi durante la pulizia di un serbatoio. Pavia (2019) quattro lavoratori hanno perso la vita annegando, storditi dall’anidride carbonica, in una vasca di raccolta dei rifiuti organici provenienti dall’annesso allevamento di bovini.

Quindi?

Dobbiamo sapere come operare in ogni circostanza formandoci continuamente sulle normative che disciplinano il lavoro in materia di sicurezza. Inizialmente la normativa di riferimento era il D.Lgs. 81/08 (articoli 66 e 121 e Allegato IV, punto 3) ma in seguito,  è stato varato anche il DPR 177/2011 (“Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti”) Il Provvedimento individua i requisiti che devono possedere le imprese per poter operare in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ovvero che: siano effettuate le attività di informazione e formazione di tutto il personale(I corsi di formazione per spazi confinati sono quindi obbligatori, anche se la conferenza Stato-Regioni non ne ha ancora definito una precisa durata e un aggiornamento periodico, che è sempre consigliato); siano effettuate le attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;  siano consegnati i dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati; siano integralmente osservate tutte le disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze; sia impiegato personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;siano rispettate le vigenti previsioni, ove applicabili, in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva.

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