Dpi e lavori in quota : I cordini

20 novembre 2020
Dpi e lavori in quota : I cordini

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (20 rating, 4 votes)

Loading...
 
La sicurezza di un lavoratore in quota non si ferma all’installazione di un sistema anticaduta, ma prosegue nella formazione dell’operatore che gli permette di utilizzare la linea vita in modo opportuno seguendo le prescrizioni del progettista.

Infatti l’utilizzo di DPI errati potrebbe portare il lavoratore ad essere esposto a rischi non previsti in fase di progettazione con conseguenti infortuni più o meno gravi. Per questo motivo è importante saper leggere l’elaborato grafico predisposto dal fornitore della linea vita per sapere di quali cordini attrezzarsi prima e durante il lavoro in quota.

In particolare esistono diversi metodi per ancorare la propria imbracatura alla linea vita:

Cordino anticaduta con assorbitore di energia (integrato o accessorio). Tali dispositivi rispondo alla norma tecnica EN 354 ed EN 355 per la parte dell’assorbitore. Per normativa non possono essere più lunghi di 2 metri e sono progettati per arrestare un eventuale caduta. Ne esistono di diverse varianti: come quelli regolabili o di  lunghezza ridotta, elastici, doppi e ad Y. Quando utilizzato in arresto caduta questo dispositivo si allunga notevolmente per poter dissipare l’energia pertanto è indispensabile valutare lo spazio libero di caduta  quando utilizzato;

 

 

 

 

 

 

 

Dispositivo regolabile di tipo guidato. In accordo alla EN 353-2 questo dispositivo va utilizzato esclusivamente in trattenuta in quanto non è in grado di dissipare l’energia di un’eventuale caduta con conseguenze anche mortali per l’operatore. Tuttavia, alcuni produttori, integrano tale dispositivo con un sistema di dissipazione di energia in modo da poter essere utilizzato anche in arresto caduta. Come suggerisce il nome, questo dispositivo è regolabile e costituito da una corda di varia lunghezza (fino a 20 metri nella configurazione standard) e da un cursore che, se non azionato, rimane bloccato nella posizione imposta dal lavoratore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cordino di posizionamento e trattenuta. Anche questi dispositivi non sono certificati per arrestare le cadute dall’alto, in nessuna variante, e vengono utilizzati per il posizionamento sul lavoro ovvero in tutte quelle situazione in cui l’operatore debba mantenersi in una posizione stabile con entrambe le mani libere (es. su di una PLE, un traliccio o su di un piano a caduta impedita). La produzione di questi è vincolata dalla norma EN 358 ed hanno varie conformazioni, dai più semplici con fibbia fino a quelli con un cursore autobloccante regolabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dispositivo retrattile. Tra i dispositivi più diffusi, e conformi alla EN 360, sono tra i dispositivi più ergonomici se utilizzati correttamente. Sono progettati per l’arresto caduta ma è fondamentale leggere il manuale di questi dispositivi perché alcuni sono progettati per il solo uso verticale con un punto di aggancio sopra la testa dell’operatore.

Tutti i dispositivi sopra descritti sono marcati CE in quanto le norme di riferimento sono armonizzate al regolamento europeo dei Dispositivi di Protezione Individuale (425/2016) e vanno sottoposti a manutenzione con cadenza annuale.

Infine è importante sottolineare che l’operatore debba avere la formazione necessaria e opportune per poter scegliere il dispositivo adeguate per la tipologia di lavoro da svolgere.

 

 


NEWSCORRELATE
LineeVita

Amministratori di condominio: quali sono le responsabilità?

Leggi tutto
LineeVita

Dpi e lavori in quota : I cordini

Leggi tutto
LineeVita

REGIONE CAMPANIA – NORME ANTICADUTA

Leggi tutto
Richiedi subito aiuto a un nostro esperto Rispondiamo in 4 ore lun-ven | 8.30-12.30 | 14.00-18.00
* Campi obbligatori