Vediamo cos’è un dispositivo di ancoraggio di Tipo A, quali norme tecniche lo regolano oggi, come si installa, in quali casi si utilizza e come si differenzia dalle altre tipologie di dispositivi di ancoraggio e linee vita. In chiusura, i dispositivi di Tipo A proposti da Spider Linee Vita.

Cos’è un dispositivo di ancoraggio di Tipo A

Un dispositivo di ancoraggio di Tipo A è un sistema con uno o più punti di ancoraggio stazionari, fissato in modo permanente alla struttura tramite un elemento strutturale o di fissaggio dedicato. A differenza delle linee vita di Tipo C o D, pensate per accompagnare l’operatore lungo un percorso, il Tipo A resta fermo in un unico punto: l’operatore vi si aggancia con cordino e connettore per l’intera durata dell’intervento in quel punto.

Il punto di ancoraggio può essere unico o multiplo, e i punti possono ruotare o girare durante l’uso se il dispositivo è stato progettato per farlo. È tipicamente pensato per un solo operatore per punto di ancoraggio, salvo diversa indicazione del produttore.

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Le normative di riferimento per i dispositivi Tipo A

Un dispositivo di ancoraggio di Tipo A installato in modo permanente rientra in un quadro normativo preciso:

  • una norma di prodotto dedicata agli ancoraggi permanenti;
  • una norma per progettazione, installazione e manutenzione del sistema;
  • il Testo Unico sulla sicurezza;
  • in diverse regioni, leggi locali con obblighi aggiuntivi.

A questo si aggiunge la nuova EN 17235, che dal 2027 cambierà le regole per gli ancoraggi permanenti.

UNI 11578:2015: la norma dei dispositivi di ancoraggio permanenti

La UNI 11578:2015 disciplina i dispositivi di ancoraggio destinati all’installazione permanente su edifici e strutture. Sono sistemi progettati per restare stabilmente in opera ed essere utilizzati ripetutamente nel tempo, anche durante la manutenzione ordinaria e straordinaria.

È la norma di riferimento per la linea vita di Tipo A: un ancoraggio puntuale fisso rientra pienamente nella UNI 11578 quando è installato in modo permanente. La UNI EN 795 resta un riferimento per gli aspetti prestazionali.

UNI EN 795 e CEN/TS 16415: quando entrano in gioco

La UNI EN 795:2012 riguarda i dispositivi di ancoraggio destinati a essere rimossi dalla struttura, quindi temporanei o portatili. Vi rientrano i dispositivi di Tipo B (ancoraggi puntuali temporanei) e di Tipo E (ancoraggi a zavorra). Per questo un punto di ancoraggio permanente di Tipo A non si inquadra sotto la sola EN 795.

La CEN/TS 16415:2013 è una specifica tecnica europea che integra la EN 795. Aggiunge criteri per i dispositivi utilizzati da due o più operatori contemporaneamente, con metodi di prova più severi e requisiti specifici per i carichi dinamici. È rilevante soprattutto per linee vita e sistemi multi-utente.

La nuova EN 17235: marcatura CE obbligatoria da agosto 2027

La EN 17235 è la nuova norma europea dedicata agli ancoraggi permanenti. Da agosto 2027 diventerà obbligatoria e i dispositivi dovranno avere la marcatura CE. Oggi i dispositivi permanenti di Tipo A fanno riferimento alla UNI 11578:2015.

Se stai valutando un intervento su una copertura e vuoi capire cosa cambierà per il tuo impianto con l’arrivo della EN 17235, parlane con i tecnici Spider Linee Vita. Ti aiutano a scegliere oggi una soluzione coerente con il quadro normativo: contatta un esperto.

Come si installa un dispositivo di ancoraggio Tipo A

L’installazione di un punto di ancoraggio Tipo A segue un processo strutturato, anche se più contenuto rispetto a una linea vita continua:

  • Sopralluogo e valutazione dei rischi: analisi della copertura, del punto di accesso e della struttura di supporto disponibile (cemento armato, legno, acciaio, lamiera).
  • Scelta del sistema di fissaggio: in funzione del supporto. Su lamiera grecata o pannelli coibentati, ad esempio, esistono soluzioni non invasive che non richiedono perforazioni; su coperture verdi o tetti piani si può optare per sistemi zavorrati; su manti in tegole o coppi si utilizzano ancoraggi sottotegola.
  • Installazione: montaggio da parte di personale qualificato e autorizzato, secondo le istruzioni del produttore.
  • Collaudo e dichiarazione di corretta installazione: verifica funzionale del punto di ancoraggio e rilascio della documentazione tecnica necessaria.

Una volta installato, il dispositivo va ispezionato con regolarità: controllo visivo prima di ogni utilizzo e verifica da parte di persona competente almeno ogni 12 mesi, come previsto dalla UNI 11560.

Quando si usa un dispositivo di ancoraggio Tipo A: casi di utilizzo

Il Tipo A è la soluzione indicata quando l’intervento in quota riguarda un punto preciso della copertura, non un percorso esteso. Le situazioni più frequenti sono:

  • Accesso occasionale a un punto isolato della copertura, ad esempio in prossimità di un’uscita, di un impianto tecnico o di un camino, dove non serve spostarsi lungo un percorso.
  • Coperture in lamiera grecata o pannelli coibentati dove non è possibile o consigliabile perforare il manto, tramite soluzioni di fissaggio non invasivo.
  • Coperture metalliche con profili speciali, dove il punto di ancoraggio si integra direttamente nella geometria della lamiera senza comprometterne la tenuta.
  • Coperture verdi o tetti piani ecosostenibili, dove un sistema zavorrato evita qualsiasi intervento sull’impermeabilizzazione.
  • Manti di copertura in tegole o coppi, tramite ancoraggi sottotegola installati sotto gli elementi di copertura.
  • Integrazione puntuale all’interno di sistemi che, a seconda della configurazione, possono funzionare anche come linea continua di Tipo C: in questi casi il singolo punto di ancoraggio Tipo A si affianca al percorso principale nei tratti dove basta un solo aggancio.

 

Tipo A e le altre tipologie di linee vita: le differenze

Per scegliere la soluzione corretta è utile sapere come il Tipo A si differenzia dalle altre classi di dispositivi di ancoraggio previste da UNI EN 795 e UNI 11578:

Tipo Cos’è Impiego tipico
A Punto di ancoraggio stazionario, singolo o multiplo, fissato in modo permanente alla struttura. Accesso occasionale a un punto isolato della copertura.
B Dispositivo di ancoraggio amovibile, non lasciato in opera in modo permanente. Interventi temporanei che non richiedono un punto fisso definitivo.
C Linea di ancoraggio flessibile, orizzontale o con inclinazione limitata, tesa tra più punti. Percorsi estesi su coperture, con più operatori collegati in contemporanea.
D Linea di ancoraggio rigida, tipicamente un binario o una rotaia. Percorsi che richiedono massima rigidità e manutenzione ridotta nel tempo.
E Ancoraggio a corpo morto, che sfrutta il peso proprio senza fissaggio meccanico alla struttura. Coperture piane dove non è possibile un fissaggio strutturale diretto.

Questa tabella riassume le differenze principali: per un approfondimento completo su ciascuna tipologia, con esempi applicativi e riferimenti normativi specifici, consulta la guida Tipologie di dispositivi di ancoraggio.

I dispositivi Spider Linee Vita di Tipo A

Spider Linee Vita propone diverse famiglie di prodotto configurabili come punto di ancoraggio di Tipo A, ciascuna pensata per una tipologia di copertura o un’esigenza applicativa specifica:

  • Golfari — scopri la famiglia Golfari — occhielli e punti di ancoraggio singoli, fissati direttamente alla struttura per un aggancio isolato.
  • Sottotegola — scopri la famiglia Sottotegola — ancoraggi installati sotto il manto di copertura in tegole o coppi, non visibili dall’esterno.
  • Linea Vita Kalzip — scopri Kalzip — dispositivo di ancoraggio di Tipo C-A per coperture metalliche Kalzip, fissato alla graffatura della lamiera senza perforazioni, in acciaio inox AISI 304/316.
  • Linea Vita Melly — scopri Melly — palo flessibile deformabile in acciaio inox AISI 304, impiegabile come punto singolo Tipo A o come linea Tipo C.
  • Linea Vita Multy — scopri Multy — palo telescopico in acciaio zincato per cemento armato, laterocemento e acciaio, configurabile a singolo punto Tipo A.
  • Linea Vita Octopus — scopri Octopus — staffe non invasive in acciaio inox o zincato per lamiera grecata e pannelli coibentati, disponibili in versione Tipo A e Tipo C.
  • Linea Vita Riverus — scopri Riverus — ancoraggio dedicato alle coperture Riverclack, in acciaio inox, configurabile a singolo punto Tipo A.
  • Linea Vita Siena — scopri Siena — palo dissipante in acciaio inox AISI 304 (o zincato), punto di ancoraggio permanente con basi piana, inclinata o a doppia inclinazione.
  • Linea Vita SX-Green — scopri SX-Green — sistema zavorrato in acciaio inox AISI 304 per coperture verdi e tetti piani, senza perforazioni della struttura.

Tutte le soluzioni sono certificate secondo UNI EN 795:2012 e UNI 11578:2015, le norme oggi applicabili ai dispositivi di ancoraggio.

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Che tu debba proteggere un singolo punto di accesso o valutare quale tipologia di ancoraggio è più adatta alla tua copertura, i tecnici Spider Linee Vita possono guidarti dal sopralluogo all’installazione.

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Domande frequenti sui dispositivi di ancoraggio Tipo A

È un punto di ancoraggio stazionario, fissato in modo permanente alla struttura, pensato per un aggancio puntuale e non per accompagnare l’operatore lungo un percorso. Si differenzia dalle linee vita di Tipo C e D, progettate per il movimento lungo una linea continua.

Il costo varia in base al materiale, al tipo di supporto di installazione (cemento, legno, acciaio, lamiera) e alla complessità del cantiere: non esiste un prezzo di listino uniforme applicabile a ogni caso. Per una valutazione puntuale, richiedi un preventivo gratuito a un tecnico Spider Linee Vita.

La linea vita di Tipo C è un dispositivo di ancoraggio flessibile, teso tra più punti, che permette all’operatore di spostarsi lungo un percorso restando sempre collegato. Il Tipo A, invece, è un singolo punto fisso: alcune famiglie di prodotto — come Kalzip, Melly, Multy, Octopus, Riverus e Siena — possono essere configurate sia come linea continua di Tipo C sia come punto singolo di Tipo A, in base alle esigenze del cantiere.

I dispositivi di Tipo B sono ancoraggi amovibili, non installati in modo permanente sulla struttura: si utilizzano per interventi che non richiedono un punto fisso lasciato in opera.

No, non oggi. La DOP è una richiesta introdotta dalla EN 17235 e diventerà necessaria solo quando i dispositivi saranno effettivamente certificati secondo questa norma. Le certificazioni EN 795 attuali restano pienamente valide e non richiedono la DOP.

Oltre al controllo visivo prima di ogni utilizzo, il dispositivo va ispezionato da una persona competente almeno ogni 12 mesi, come previsto dalla UNI 11560, verificando lo stato dei componenti e l’integrità del punto di fissaggio.

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