Linea Vita Improvvisata? No Grazie!

20 settembre 2019
Linea Vita Improvvisata? No Grazie!

“Tendiamo una linea e ci agganciamo a quella”.

Molto spesso i fornitori di linee vita si sentono dire questa frase da potenziali clienti che cercano di improvvisare qualche sistema anticaduta.

Tuttavia esistono requisiti ben definiti che i sistemi anticaduta devono essere in grado di sopportare, e tali definizioni sono descritte all’interno delle normative tecniche di riferimento, come la EN 795 del 2012.

Linea Vita Improvvisata? No Grazie!Per cominciare nelL’equipaggiamento a disposizione degli operatori va inserito il cosiddetto assorbitore di energia, che deve essere progettato e realizzato secondo le indicazioni presenti nella norma EN 355. L’assorbitore di energia ha lo scopo di trasmettere all’operatore, in caso di caduta, una forza massima di arresto pari a 600 kg.

Questo permette di limitare le sollecitazioni alla metà di quelle sopportabili dal corpo umano.
Gli studi dell’aeronautica militare sui paracadutisti hanno infatti dimostrato che un corpo umano di 80 kg è in grado di resistere ad accelerazioni massime di 15g (accelerazione gravitazionale) che genera una forza pari a 1200 kg. Sulla base di questo vengono, quindi, definiti i requisiti di resistenza dei dispositivi anticaduta in base a due condizioni: dinamica e statica.

Secondo la prima si applica dinamicamente un carico massimo di 900 kg per un operatore o 1200 kg per due operatori.Linea Vita Improvvisata? No Grazie!

Tale carico può diminuire se il dispositivo è in grado di dissipare energia mediante deformazioni plastiche e controllate. Questo garantisce di avere un fattore di sicurezza pari ad 1.5 per le sollecitazioni in esercizio.

In aggiunta viene definito un secondo requisito, detto d’integrità, che richiede al dispositivo di resistere ad un carico statico applicato per almeno 3 minuti pari a 1200 kg.

Per rendere l’idea di  quali siano le sollecitazioni in gioco, un’ auto di medie dimensioni ha un peso a vuoto dell’ordine dei 1200 kg!!!

A complicare la situazione entra in azione anche la teoria della catenaria, da applicare ai sistemi anticaduta a linea flessibile . Questo fa sì che un carico applicato al centro di una fune trasmetta ai supporti terminali una sollecitazione più elevata in funzione della deflessione (e quindi della lunghezza) della fune. Questo determina che, in assenza di dissipatori installati sulla linea, si raggiungono sollecitazioni dell’ordine dei 2500 kg, forze che poi vengono trasmesse alla struttura di supporto.

Tuttavia bisogna anche sottolineare che la forza agente è impulsiva quindi, nella maggior parte dei casi, la struttura è in grado di sopportare tale carico anche se, in seguito ad una caduta, molto probabilmente questa si danneggerà e si renderà necessario un ripristino. Un “piccolo” prezzo da pagare per aver salvato una vita.

“More effective prevention strategies would save not only tens of billions of dollars, but save tens of thousand of lives. Funds currently spent on intervention and relief could  be devoted to enhancing equitable and sustainable development istead, which would further reduce the risk for war and disaster. Building a culture of prevention is not easy. While the cost of prevention have to be paid in the present, its benefits lie in a distant future. Moreover, the benefits are not tangible; THEY ARE THE DISASTERS THAT DID NOT HAPPEN” [cit. Kofi Annan, Secretary General’s Annual Report on the Work of the Organization of United Nations, 1999]


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