La sicurezza nei lavori in quota non è solo un obbligo normativo, ma una responsabilità progettuale che richiede competenze specifiche. Scegliere il corretto sistema di ancoraggio per tetti industriali o civili significa analizzare la geometria della copertura, la struttura portante e la tipologia di intervento (manutenzione sporadica o frequente).

In questo articolo esploriamo le diverse tipologie di ancoraggio, le normative di riferimento (UNI 11578, EN 795) e i criteri per selezionare la soluzione più adatta, garantendo la massima sicurezza con la qualità 100% Made in Italy di SPIDER Linee Vita.

Classificazione dei sistemi di ancoraggio (Tipi A, B, C, D, E)

Secondo la classificazione normativa EN 795:2012 (per dispositivi destinati ad essere rimossi dalla struttura) e la norma italiana UNI 11578:2015 (per dispositivi permanenti), i sistemi di ancoraggio si distinguono in diverse categorie. Di seguito analizziamo tipologie, vantaggi, limiti e quando preferirle.

 

Tipo A: ancoraggi singoli

Sono punti di ancoraggio fissi, progettati per essere fissati stabilmente alla struttura (legno, calcestruzzo, acciaio).

 

Tipo B: ancoraggi rimovibili

Sono dispositivi temporanei e rimovibili, rientranti nell’ambito dei DPI (Regolamento UE 2016/425). In particolare, nell’ambito della EN 795:2012 la marcatura CE riguarda i dispositivi di Tipo B (e, come vedremo, anche quelli di Tipo E), perché sono quelli armonizzati al Regolamento DPI.

 

Tipo C: ancoraggi a linea flessibile

Si tratta della vera e propria linea vita costituita da due o più supporti e da una fune flessibile, generalmente in acciaio, a cui l’operatore può agganciarsi mediante i suoi DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) in dotazione. 

 

Tipo D: dispositivi di ancoraggio a linea rigida

Per risolvere la problematica della deflessione entrano in gioco i dispositivi di Tipo D (Dispositivo di ancoraggio a linea rigida), ovvero quelle linee vita che in sostituzione alla fune flessibile sfruttano una guida rigida – generalmente un binario – lungo la quale può scorrere un carrello che funge da punto di ancoraggio mobile. Questi dispositivi, essendo rigidi ed avendo deflessioni ridotte, permettono quindi di ridurre il tirante d’aria necessario rendendoli confrontabili con i Tipo A, ma permettendo comunque una buona ergonomia d’utilizzo in quanto l’operatore può compiere lunghe distanze senza mai staccarsi dal dispositivo.

 

Tipo E: ancoraggi a corpo morto (zavorrati)

Sistemi che sfruttano il peso (massa) e l’attrito per arrestare la caduta, senza perforare la copertura.

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Normative di riferimento: UNI 11578, EN 795, CE

Per orientarsi tra i tipi di ancoraggio, è fondamentale distinguere tra le norme che regolano i dispositivi permanenti e quelli temporanei. Questa distinzione influisce direttamente sulla marcatura CE e sull’ambito di applicazione (civile o industriale).

Prima di parlare di marcatura CE è importante distinguere tra dispositivi permanenti (prodotti da costruzione) e dispositivi temporanei rimovibili (DPI). La EN 795:2012 riguarda dispositivi destinati ad essere rimossi dalla struttura, ma la marcatura CE si applica solo ai Tipi B ed E; i Tipi A, C e D non sono armonizzati e non rientrano nella marcatura CE.

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Tetti civili (settori residenziale e condomini)

In ambito civile, l’installazione è quasi sempre destinata a rimanere nel tempo per future manutenzioni.

 

Tetti Industriali

Qui le esigenze variano: si possono avere linee vita fisse o punti di ancoraggio temporanei per lavori specifici.

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Come scegliere il sistema di ancoraggio: fattori decisivi

La scelta tra un ancoraggio puntuale, una linea vita o un sistema a binario dipende da un’analisi dei rischi approfondita. Ecco i fattori chiave che guidano la progettazione SPIDER Linee Vita:

1. La struttura del tetto

  • Materiale e portanza: un tetto in legno richiede fissaggi diversi rispetto a uno in cemento armato o lamiera grecata. La verifica strutturale è il primo passo.
  • Geometria e pendenza: tetti complessi o a forte pendenza potrebbero richiedere una combinazione di linee vita (Tipo C) e ancoraggi puntuali (Tipo A) per evitare l’effetto pendolo negli angoli.
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2. Tipologia di lavoro e frequenza

 

3. Arresto caduta vs trattenuta

 

Perché scegliere SPIDER Linee Vita: sicurezza a km zero

In SPIDER Linee Vita non ci limitiamo a fornire prodotti, offriamo un ecosistema di sicurezza. La nostra ampiezza dell’offerta ci permette di coprire ogni esigenza, dal tetto residenziale al grande impianto industriale.

Ecco cosa ci distingue:

  1. Filiera corta e Made in Italy: i nostri componenti sono realizzati al 100% in Italia, da produttori certificati entro un raggio di 15 km dalla nostra sede. Questo garantisce controllo qualità assoluto e tempi di risposta rapidi.
  2. Materiali robusti: utilizziamo acciaio inox e leghe di alluminio resistenti agli agenti atmosferici, garantendo durabilità anche in ambienti aggressivi.
  3. Approccio integrato: dalla valutazione del rischio alla progettazione, fino all’installazione e alla certificazione.
  4. Formazione: attraverso la Scuola Italiana Anticaduta, formiamo gli operatori all’uso corretto dei DPI e dei sistemi installati, perché anche il miglior ancoraggio è inutile se usato scorrettamente.

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